Macef 2012

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Quest’anno sono stato al Macef (presso Rho Fiera) e sono rimasto stupito e rattristato da quello che ho visto. Quello che vedete è il corridoio centrale del padiglione 2 verso le 11. Io mi aspettavo di vedere tante persone e invece era tutto molto vuoto. Al che ho pensato che poteva essere che io avessi aspettative troppo alte. Così ho cominciato a guardare meglio gli espositori, accorgendomi che avevano 4/5 persone in media, quasi tutti in attesa che qualche interessato all’acquisto apparisse.

I numeri ufficiali riportano 88’658 visitatori. Questo dato – personalmente – mi sembra sovrastimato. Bisognerebbe controllare in che modo contano i visitatori. Se contano più volte coloro i quali partecipano più di un giorno e contano anche gli espositori, il numero risulta credibile.

La colpa è stata data principalmente ai disagi dei mezzi pubblici. Secondo me il vero motivo è la crisi e l’incertezza che i commercianti subiscono. La crisi viene riportata da tutte le statistiche: le persona hanno diminuito le loro spese. L’incertezza, invece, io penso che arrivi dal governo. Il precedente governo ha messo l’Italia in una situazione tale per cui il riconoscimento dell’economia italiana all’estero è a rischio. L’attuale governo ha violato alcuni accordi che i precedenti governi avevano fatto con alcuni gruppi di persone, e ha fatto partire controlli a tappeto, prima di chiarire molti passaggi della legge che sono in contraddizione.

Queste cose, messe assieme, penso che abbiano determinato una situazione di crisi e panico tra i commercianti e gli imprenditori.

Fumare nei locali pubblici è vietato….

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…eppure a qualcuno il concetto non è chiaro.
Probabilmente la difficoltà sta nella definizione di “locale” o in quella di “pubblico”.
Io penso che fumare in qualsiasi situazione ci sia un tetto, sopra la propria testa, e/o ci siano dei muri attorno a se, sia sbagliato. So che la mia definizione è molto rigida… ma penso che indipendente dalle definizioni di “locale” le scale di un palazzo rientrino in questa definizione.

Vasco Rossi farebbe meglio a cambiare consulenti

Ed eccoci qui, svegliati oggi dalla notizia che Vasco Rossi ha fatto chiudere Nonciclopedia.

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Come far diventare l’est milanese un inferno

Ultimamente ci sono state svariate manifestazioni pro e contro qualsiasi cosa. Mi sono chiesto come fosse possibile che nessuno avesse bloccato le strade di accesso a Milano. La prima risposta che mi sono dato è banale “è troppo difficile e pericoloso”.

Sto invece rivalutando la mia posizione. Sulla Cassanese ci sono almeno due semafori vicini a rotonde. Se si continuasse a schiacciare (date le frequenze di verde che hanno) si potrebbe incasinare la Cassanese creando una coda da Milano a Segrate e dall’altra parte da Melzo a Segrate.

La Padana Superiore non è messa meglio. Addirittura possiamo trovare una rotonda con due semafori. Probabilmente in poco tempo si riuscirebbe a bloccare anche questa arteria e lo svincolo della Gobba. Ovviamente sena nessun pericolo, facendo scattare il rosso alle macchine.

Non so se bloccare due arterie basterebbe a far collassare l’intero traffico cittadino, ma probabilmente ci si avvicinerebbe allo scopo. Inoltre, molte altre strade sono sicuramente vulnerabili a questo exploit.

Al che mi chiedo: ma è possibile che chi ha progettato le strade nella Provincia di Milano non abbia minimamente pensato all’effetto catena che già succede quando c’è un solo incidente? Ovviamente sto parlando anche solo delle strade… Ricordo che uno o due inverni fa i pendolari avevano bloccato le metro e i treni, se quest’anno ci aggiungono anche le strade, sarebbe interessante vedere come diventa la viabilità…

Secondo la Gelmini, i neutrini viaggiano in tunnel

L’attuale Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha fatto un comunicato stampa nella giornata di ieri riguardo all’esperimento del CERN che sembra dimostrare che i neutrini possano andare più veloci della velocità della luce. Continue reading

Sulla valorizzazione del patrimonio culturale

Oggi vorrei parlarvi di una riflessione che è scaturita da un particolare notato ieri sera in Piazza Duomo a Milano. Continue reading