
Nei giorni scorsi, Enel ha denunciato il furto di un computer ”contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all’estero”. Una cosa che si sa a seguito di questo furto è la probabile collocazione dei primi siti che dovrebbero ospitare centrali e depositi di scorie radioattive se il 12-13 Giugno non dovesse passare il referendum abrogativo. Un vecchio elenco del Cnen ne individuava, a regime, circa 45, ma secondo i Verdi ed Enel (incaricata del progetto nucleare) i primi sono questi:
- Trino Vercellese
- Caorso
- in Lombardia una centrale fra Mantova e Cremona lungo il Po
- Monfalcone
- Chioggia
- San Benedetto del Tronto
- Scarlino (Grosseto)
- Montalto di Castro
- Borgo Sabotino (Latina)
- Oristano
- Termoli
- Mola di Bari
- Scansano Ionico (Matera)
- Palma di Montechiaro
- Garigliano (fra Caserta e Latina) (deposito di scorie)
Ma siamo pazzi? Centrali in Abruzzo? Centrali dove c’è stato un terremoto meno di 3 anni fa? Ma davvero vogliamo una classe politica (ed imprenditoriale) che se ne stra-frega di noi, sapendo che se salta qualcosa hanno il loro jet privato che in pochi minuti decolla alla volta dell’australia?
PS: Ovviamente la maggior parte dell’Italia è ad alto rischio sismico
PPS: Mappa per chi non ha voglia di leggere tutta la pagina del “PS”