De Senso
Assumiamo, per questa analisi, che Dio non esista, definendo per Dio qualsiasi essere superiore.
Se non esiste un Dio, vuol dire che tutto quello che succede nell'universo (e anche fuori, se c'è qualcosa) dipende da qualcos'altro rispetto a quello che l'uomo ha pensato negli ultimi 200.000 anni. Avendo eliminato per ipotesi, che esista ogni tipo di essere superiore ci rimangono, come possibilità, solo le leggi della fisica e il 'caso'.
Le leggi della fisica, sicuramente, possono descrivere una serie di fenomeni a cui siamo riusciti a dare una spiegazione e altri a cui ancora una spiegazione non si è data (vedi continui problemi all'LHC). Il resto, quindi, è il campo del 'caso'. Inoltre possiamo considerare come 'variabili del sistema' anche il rapporto causa-effetto e le scelte individuali delle persone.
Se così fosse, questo spiegherebbe molte cose che non si spiegano assumendo la presenza di Dio. Un classico esempio è la 'cattiveria' o il 'menefreghismo' che a volte Dio sembrerebbe dimostrare.
Ma se assumiamo che tutto è governato dal caso, stiamo assumendo che tutto quello che ci capita è casuale. Un esempio potrebbe essere un incontro. Se si incontra una ragazza, poi è una scelta dell'individuo che cosa fare, ma se si è in moto e si incontra una persona che va son un SUV contromano, la scelta non c'è, e probabilmente la morte è una conseguenza certa di questa situazione. A volte, però, qualcuno sopravvive a un frontale (è raro, ancor di più se la persona si trova in moto) e questo potrebbe essere considerata come una 'prova' dell'esistenza di Dio. Questa spiegazione è inammissibile, poiché abbiamo assunto che Dio non esista. Di possibili spiegazioni ce ne sono varie: il caso (un ambulanza era molto vicina ed è arrivata molto presto o un medico molto preparato ha raggiunto immediatamente la vittima, etc), la fisica (l'angolo di collisione è stato tale da rendere l'impatto non letale, etc), la scelta individuale (l'autista del SUV ha sterzato e frenato minimizzando il danno, etc), o per il rapporto causa-effetto (stai usando un casco e una tuta da 20.000€ che attutisce gli urti, etc).
Ma se assumiamo che tutto è governato dal caso, dal rapporto causa-effetto, dalla fisica e dalle scelte individuali e che Dio non esiste, noi (umanità) siamo frutto di queste cose quindi nulla di 'voluto' o 'premeditato' o, men che meno, 'progettato'. Se noi siamo frutto della casualità, non abbiamo neanche un fine.
Se assumiamo che l'umanità non ha un fine, ovviamente non ha neanche senso (nulla ha senso se non è utile per qualcosa).
Se assumiamo che l'umanità non ha senso, neanche gli individui che la compongono hanno un senso. Quindi nessun umano ha un senso. Qualcuno sostiene che la propria vita abbia un senso, perché lo trova nell'universo stesso o in qualche parte di esso, che però non avendo esso senso, non ce l'ha manco quella parte di esso che fa affermare qualcuno di avere senso.
E se un umano non ha un senso, come potrebbero averlo le sue azioni?
A questo punto, possiamo affermare che nulla ha senso.
Poiché non ha senso cercare di capire qualcosa che non ha senso, non ha senso studiare qualsiasi cosa sia riferita all'universo, o a parti di esso.


Comments
Interessante osservazione. Tuttavia tu hai scritto questo post perchè ne hai sentito il bisogno. Questo post ha suscitato un interesse in me (il quale ha generato questa risposta) e probabilmente in altre persone. Ora se ragioniamo sul perchè tu hai avuto il bisogno di scrivere questo post e sugli effetti che esso ha avuto possiamo concludere facilmente che questo post ha un senso. Se questo post ha un senso si potrebbe fare tutto il ragionamento a ritroso fino a dimostrare che tutto ha un senso. Ma il punto non è questo.
Supponiamo per un attimo che la mia vita non abbia un senso. Se io però ora mi alzo dalla sedia e vado a bere un bicchiere d'acqua perchè sento sete questo mio gesto è servito a mantenermi in vita e quindi ha un senso nonostante la mia vita complessivamente non lo abbia. Con questo intendo che non possiamo dare al "senso" una proprietà transitiva.
Tornando alla tua analisi sulle leggi fisiche e il caso possiamo dire che introducendo un terzo elemento (il libero arbitrio) esse vengono a coincidere. Dunque possiamo vedere l'Universo come regolato dal libero arbitrio e dalle leggi fisiche. Senza spingerci oltre ad analizzare il libero arbitrio possiamo però discutere sulle leggi fisiche. La tua premessa iniziale (che nega l'esistenza di un Dio) permette di spiegare le catastrofi e le "cattiverie" (dato che non sarebbe concepibile che un Dio possa permetterle). Tuttavia se noi vediamo questo ente supremo come manifestazione stessa delle leggi fisiche possiamo coniugare sia la spiegazione delle catastrofi sia la spiegazione della salvezza del motociclista. Mi spiego meglio.
Il Dio si manifesta come "creatore" delle leggi fisiche che regolano quest'Universo. E' come se avesse creato una serie di regole e poi dato il via. Tutto ciò che si è generato dopo è dovuto a queste regole, ad esempio seguendo tutta una serie di leggi fisiche (che a noi sono ancora in larga parte sconosciute) si è verificato il Big Bang (o chi per esso) che inevitabilmente ha portato alla creazione delle galassie, dei pianeti, della Terra, delle prime molecole biologiche, dei primi esseri viventi, dell'uomo ecc. Noi siamo una tappa di questa "evoluzione del sistema", non conosciamo le prossime e conosciamo in modo superficiale le precedenti e dunque non abbiamo gli elementi per dire che tutto ciò non ha senso. Sarebbe come se un bit si rifiutasse di seguire "l'ordine" che gli è stato dato perchè crede che non abbia senso.
Quindi tornando alla spiegazione delle catastrofi che secondo te "invaliderebbe" la presenza di un Dio si può ora facilmente obiettare. Dio ha creato tutta la serie di leggi fisiche che regolano queste catastrofi (si pensi ad un terremoto) sta a noi essere in grado di capirle e quindi salvarci (prevedendole, costruendo case antisismiche ecc). Allo stesso modo il motociclista si salva grazie ad una "conoscenza" delle leggi fisiche (indossando la suddetta tuta, cercando di cadere in modo giusto ecc). Tutto ciò permette di conciliare l'esistenza del Dio con il verificarsi delle catastrofi e anche col verificarsi di questi "miracoli".
In conclusione tornando all'inizio di questo mio commento posso affermare che questo post ha un senso, come la nostra vita in generale, perchè siamo parte integrante di un organismo in evoluzione e non abbiamo la capacità di comprenderne il fine più generale.
Ma noi siamo in grado di darci un fine, se non su larga scala quantomeno individualmente o in gruppi di individui; il mio fine potrebbe essere quello di lasciare qualcosa di tangibile ai posteri, il fine di un'associazione potrebbe essere di promuovere una certa cultura, etc.
Posto che si arrivi alla tua conclusione, il che potrebbe non essere se si decide di non accettare che "avere un fine" == "essere utile per qualcosa", secondo me è sempre possibile porsi ad un livello inferiore e poter dare un senso alla propria vita anche se non si crede che la Vita (intesa in senso generale) ne abbia uno.
D'altronde, se devo credere in un Dio, il senso qual è? Quello di raggiungere l'aldilà? Ma se il piano di Dio era averci tutti lì, allora tanto valeva porci direttamente in quella destinazione.
Ed una volta nell'aldilà, dovremmo contemplare Dio in eterno? Non è comunque un gran chè, come fine... :)
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